www.fabriziofurlan.it   

Questo è il mio diario. Vi annoto i pensieri e ciò che mi va di condividere. Non seguo una corrente e non ho suggeritori : potrai trovare solo affermazioni in cui credo...

 

..E gli ultimi saranno i primi...ma solo in ordine di apparizione, per una più facile lettura...

 

              

...Con l'auspicio che quest'anno, l'economia, ancora sotto una cattiva stella ritrovi la giusta strada...

17/12/2010

Chardonnay Vettori 2002

              

I vini di Arturo Vettori hanno avuto la capacità di farmi ricredere. Cosa non facile, visto che sono decisamente testardo.  Non apprezzavo il Prosecco : il suo è buonissimo. Non immaginavo che l’Incrocio Manzoni 6.0.13 potesse raggiungere livelli qualitativi tali da poter essere proposto degnamente non sfuso, o come semplice Ombra da Osteria : il suo Manzoni Bianco ha finezza, delicatezza, pulizia e rara eleganza. Ciò che però mi ha letteralmente lasciato basito è stato l’assaggio di una sua “vecchia” bottiglia di Chardonnay. Credo l’abbia imbottigliato finora due o tre volte in non più di mille bottiglie. Il 2002  fu affinato in barriques e il suo assaggio ha seguito di poco quello di due Chardonnay  friulani di fama e costo decisamente superiori, considerati fra i migliori d’Italia.  Andati i secondi , il Vettori 2002 ha mostrato perfetto equilibrio di ogni componente e nessun segno di cedimento, anzi, un lungo futuro davanti.  L’unico rammarico è che pensavo –sbagliando-  di averne ancora in cantina. Mi auguro che Arturo decida di imbottigliare presto un’altra annata.  Chapeau! (FF)

13/11/2010

Siepi 1995

                  

Se amo il vino, lo devo a tre vini.  Me ne innamorai e fu passione.  Neanche a dirlo : toscani.  Summus 1995, memoria di un amore. Solengo 1995, celebrazione di una nascita.  Siepi 1995: solo vino.  I miei ricordi sono lì, nella bottiglia, per la bottiglia. Ricordo la forza, il colore, il calore.   Ricordo i profumi :  ne fui rapito. Ricordo l'infinita lunghezza. In bocca morbido, ricco , pieno.  Per molti, il miglior vino prodotto in Toscana quell'anno.   Ho il rammarico di non averlo associato ad un amore,  una passione, a qualcosa di importante.  Ho pensato, passati tredici anni, che oggi possa rappresentare le parole non dette.   Smussata la forza, non il calore, leggermente il colore.    Meno esuberante, lo devi cercare, lo devi capire. Pare illuderti con la sensualità dei profumi, della nostra terra ed esotici assieme. Languido l'incontro con le labbra, poi tendi a perderlo, fugge. E' come capire uno sguardo : credi di aver inteso, ma torni indietro e ti perdi confuso. Non hai l'aiuto delle parole : è il confine con il sogno. Lo senti vicino, quasi lo sfiori e poi ti ritrai. Comunque appagato, lo cerchi ancora, e ad ogni bicchiere, ad ogni incontro, lo scopri nuovo (FF)

Alla fine,

le parole non dette.

L’incrocio, lo sguardo, lo scambio.

Labbra su vino, labbra su labbra.

Labbra su vino e labbra.

Liquido scambio.

Parole non dette, passione e ragione.

Realtà come vorresti che sia.

Pennello d’artista su tela,

che sogna il reale e diviene tale.

Le parole non dette

Liberano la possibilità di sognare.

                                                                       (FF)

 

31/10/2010

Tavernello Frizzante Rosato e Bianco

      

Se non bevi del vino cattivo, non puoi riconoscere quello buono.  "Nato dalle migliori uve italiane e grazie ad una sapiente frizzantatura.." - così recita la retroetichetta.  E' il quarto vino più venduto al mondo. lo definisce tale - lo definisce vino-anche  Wine Spectator.  Consiglio a chi ama il vino di assaggiare il Tavernello : dopo, il vino, lo amerà di più. (FF)

03/10/2010

Vernaccia ! Vernaccia !! Vernaccia !!!

      assaggi presso il Museo del vino Vernaccia di San Gimignano    

Puoi affermare di conoscere una persona per il fatto di avergli  stretto la mano? E il fatto di conoscerla significa che la capisci?. Le migliaia di "sentenze" che arriveranno a giorni dalle guide dei Vini, non sono forse il frutto di una stretta di mano e a volte- neppure di quella?. Alla fine del mese di agosto, ho avuto modo di assaggiare molte Vernaccia di S. Gimignano, di aziende e annate diverse. Una prima serie grazie alla disponibilità di Andrea Chiti, che ringrazio! (lo puoi incontrare al Museo del Vino Vernaccia di San Gimignano - Strada del Vino Vernaccia di San Gimignano). Una seconda serie grazie agli amici Cesani, una terza grazie a campioni che mi sono procurato direttamente. Lungi da me voler dare giudizi guidaioli. Valgono però le regole : quasi sempre la Vernaccia migliora l'anno successivo alla sua immissione nel mercato. Quasi sempre  la Vernaccia ha ottima capacità d'invecchiamento. Troverai di seguito ciò che ho assaggiato. In evidenza (blu), ciò che d'impulso mi è sembrato sopra la media.

        assaggi presso l'azienda agricola Cesani

Ovviamente assieme ai bianchi, ho assaggiato delle stesse aziende i rossi e i rosati, oltre a qualche Vin Santo. Qui non ne scrivo per l'eterogeneità dei campioni. (FF)

Vernaccia di San Gimignano 2009 La Mormoraia
Vernaccia di San Gimignano Hydra 2009 Il Palagione
Vernaccia di San Gimignano 2009 Pietrafitta
Vernaccia di San Gimignano Tropìe 2009 Il Lebbio
Vernaccia di San Gimignano  2008 Rubicini
Vernaccia di San Gimignano Vigna Fontabuccio 2007 Vagnoni
Vernaccia di San Gimignano Vigna Casanuova 2006 Fontaleoni
Vernaccia di San gimignano Evoè 2006 Panizzi
Vernaccia di San Gimignano Sanice 2008 Cesani
Vernaccia di San Gimignano  2009 Cesani
Vernaccia di San Gimignano Sanice  2006 Cesani
Vernaccia di San Gimignano (prova di vinif.) 2009 Cesani
Vernaccia di San Gimignano  2006 La Castellaccia
Vernaccia di San Gimignano magnum 2008 La Castellaccia
Vernaccia di San Gimignano Murice 2008 La Castellaccia
Vernaccia di San Gimignano  2009 San Quirico
Vernaccia di San Gimignano Isabella 2004 San Quirico
Vernaccia di San Gimignano  2009 Canneta
Vernaccia di San Gimignano  2009 San Donato
Vernaccia di San Gimignano  2008 La Marronaia
Vernaccia di San Gimignano Visilia Nera 2009 La Marronaia
Vernaccia di San Gimignano 2009 Poderi del Paradiso
Vernaccia di San Gimignano Biscondola  2008 Poderi del Paradiso
Vernaccia di San Gimignano  2009 Tenuta le Calcinaie
Vernaccia di San Gimignano  2008 Tenuta le Calcinaie
Vernaccia di San Gimignano Vigna ai Sassi 2006 Tenuta le Calcinaie
Vernaccia di San Gimignano Vigna ai Sassi 2005 Tenuta le Calcinaie

 

06/09/2010

Argiano & Joly

    

Per anni, alcune Guide dei Vini – fortunatamente quelle che oggi hanno perso maggiore credibilità – hanno avuto quasi il ruolo di market maker.  Alcuni si permettevano, con indegna arroganza, di suggerire a chi lavora, come doveva fare il proprio vino. Deriso,  dieci anni fa, chi non utilizzava la barrique. Deriso oggi, chi la sta utilizzando. Rincorsa al biologico, al biodinamico e a tutta una serie di pratiche che richiedono grande perizia per non far danni. Azzardo ciò che sarà : il mercato, stanco di vini difettosi e puzzolenti, tornerà a chiedere i vini elevati in legno piccolo.  Non è importante quale sia la filosofia applicata al proprio lavoro : il contadino deve fare il suo vino. Ed il suo vino dev’essere assolutamente piacevole da bere. Recentemente ho bevuto, con l’amico Andrea, una bottiglia di Clos de la Coulèe de Serrant 2005 di Nicolas Joly assieme ad una bottiglia di Suolo 2000 di Argiano. Due approcci opposti con due risultati eguali: entrambi i vini d’eccezionale piacevolezza.  (FF)

 

16/5/2010

Moscadeddu 2005 Tenute Dettori

                        

Alessandro Dettori ritiene che i suoi vini vadano spiegati. Sono solo in parte d'accordo con lui. Ogni volta che ho condiviso l'assaggio dei suoi vini con persone non abituate a codificare, a cercare la similitudine con improbabili spezie, frutta e verdura, rari animali o fiori di montagne sperdute, sono rimasto sorpreso da quanto fossero apprezzati. Diverso l'assaggio di un degustatore esperto. In questo caso per apprezzare veramente i vini di Alessandro, bisogna imparare a dimenticare l'esperienza. Lasciate perdere l'approccio accademico, altrimenti la presenza del produttore è indispensabile. Quando lo bevi, immagina che sia solo vino: ne rimarrai rapito. Unico personalissimo suggerimento:  bevi i rossi leggermente più freschi e i bianchi leggermente più caldi di quanto ti insegnano i professori. Il Moscadeddu è un Moscato di Sorso Sennori. Non attenderti dolcezza,  prendono il suo posto 16°alcolici ed il calore della sua terra. (FF)

14/03/2010

Veneranda Vite parte II

         

Quando scrissi del mio fortunato incontro con Amirkal, Klekso e I2, non sapevo che essi confezionano da sé i loro abiti. In effetti i loro caratteri inconfondibili si riflettono anche nel  vestire. Amirkal: il  fuori da ogni moda. Klekso : il solare estroverso. I2: neanche a dirlo, il sofisticato. Da quando ho saputo dagli amici di Veneranda Vite, che le etichette dei loro vini sono effettivamente rappresentazioni artistiche di Marco Verdiglione, ( pitto-scultore,   le cui opere sono osservabili nel sito internet http://www.equilibriarte.org/gal/11017 ) , mi chiedo quale caso-caos-causa, abbia legato fantasia e realtà. Vino-personaggio ed etichetta-artista. Verdiglione sarà più I2, Klekso o Amirkal?  Mi godo, mentre penso, l’opera multipla: confezione – scultura – pittura- etichetta-vino, regalatami da Giovanni e Valentina, riportante la dedica “al sognatore Fabrizio Furlan”, mi sento privilegiato e li ringrazio. (FF)

      

       Pitto scultura / confezione di Marco Verdiglione -2009

31/01/2010

Amirkal, Klekso e I2  Veneranda Vite

            

Amirkal se ne stava seduto a terra – jeans, t-shirt , scarpe da ginnastica- lo sguardo lontano, troppo per non essere quello di chi si guarda dentro. Lo osservavo avvicinandomi, me lo avevano descritto come un po’ burbero, introverso, a volte duro, ma capace di slanci inaspettati per chi riconosce come amico. Vedendomi arrivare, fece breve cènno con il capo, prima di tornare con lo sguardo verso la valle : vigneti bassi e curati, ma in fondo rispettati, come se non si volesse interferire troppo con ciò che la natura decide.  Dissi che ero lì perché mi avevano parlato del suo lavoro e di quello dei suoi fratelli Klekso e Idue.  Alle mie parole si alzò da terra pulendosi alla buona i pantaloni leggermente sporchi di terra. I tre fratelli erano noti in zona per la loro abilità nel lavorare il legno. Le loro strane sculture erano rare e richiestissime, e, sebbene per lo stile parevano scolpite dalla stessa mano, avevano caratteristiche comunque differenti. Mi accompagnò nel laboratorio dove Klekso, intento a scalpellare, vedendomi si fermò e mi strinse la mano sorridendo. Meno introverso e più comunicativo, iniziò a parlarmi del loro lavoro e mi indicò una serie di figure in legno disposte sui lati e poco distanti da noi. Le differenze rispecchiavano i caratteri.  A dire il vero c’erano solo le sue e quelle di Amirkal.  Le prime erano di più facile interpretazione : nudi femminili con espressioni solari, semplici e per questo sensuali. Le seconde affascinavano perché erano al tempo stesso figurative e astratte: immagini della natura, umana e non. Ma al di là della loro apparenza estetica, quello che volevano davvero trasmettere era un’idea. Ho sempre sostenuto che sia impossibile giudicare l’opera di un’artista se non lo si è conosciuto, se non si comprendono le forze che hanno generato l’opera e ciò che esso stesso vuole rappresentare. In ogni caso nel laboratorio nessuna traccia delle opere di Idue. Gli sguardi complici dei due fratelli quasi volevano sviarmi quando chiesi di lui. Sghignazzavano , lo apostrofavano come “il Lord”, il “principino”. Mi dissero che avrei potuto trovarlo nel suo laboratorio, che non condivideva con i fratelli, ricavato direttamente nell’appartamento situato a una cinquantina di metri da lì. Mancava poco al tramonto e decisi di recami da Idue prima che fosse buio.

              

Tirai più volte la corda che faceva suonare una piccola campana in bronzo,e, dopo una decina di minuti, si presentò il terzo fratello. Sebbene la somiglianza era evidente, Idue era vestito elegantemente, e il linguaggio usato faceva trasparire una figura certamente egocentrica. In effetti appena vidi le sue sculture rimasi impressionato dall’eleganza e dalla tecnica, dalla pulizia dei tratti e dalla sicurezza della mano. Stupiva come sa stupire un grande pianista. Amo il Jazz. Se dovessi associare i tre fratelli ad altrettanti musicisti , direi che Idue mi ricorda Keith Jarrett, Amirkal Miles Davis e Klekso Bill Frisell. Parlai a lungo con Idue osservai le sue opere e ascoltai le sue parole.  Quando decisi di andare – mi aspettava un lungo viaggio in auto- era ormai notte, il cielo era limpido e nero e illuminato in modo quasi irreale dalle stelle, che in città si vedono poco. Camminando verso la macchina, dissi a voce bassa “grazie!”, non sapendo neppure a chi mi stavo rivolgendo, ma certo che mi avrebbe comunque sentito.

Devo riconoscenza a Giovanni Barbieri per avermi fatto conoscere i suoi vini (ma so che pari riconoscenza  si deve a Valentina e Franco Sparacciari), mi hanno emozionato per molte ragioni. Amirkal riflesso nasce quasi totalmente da Lacrima di Morro, Klekso da Montepulciano , Lacrima e altri vitigni, I2 da sole uve Montepulciano. Tutti e tre sono frutto di viticoltura estrema : rese bassissime, fermentazione senza pigiatura degli acini , salasso in fase pre-fermentativa, affinamento in acciaio e – in parte- in barriques. Nessuna stabilizzazione né filtrazione.  Il risultati sono stupefacenti : vini di grande personalità, puliti, precisi. Perfino le etichette sono stupende. La produzione: meno di 4000 bottiglie in tutto. Privilegiato chi ha l’occasione di assaggiarli. (FF).      Azienda Agricola Veneranda Vite ,  Via S.Veneranda , Montemarciano (An).

 

 

 

...ma soprattutto bevili con amore. Sono come le donne belle, differenti, misteriosi , volubili. Ed ogni vino come una donna va preso. Comincerà sempre col rifiutarsi, con garbo o villania, secondo il temperamento, e si concede solo a chi aspira alla sua anima oltre che al corpo. Apparterrà a colui che la sa scoprire con delicatezza. (L.V.)